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contributo inviato da qualcosadiriformista il 15 maggio 2012

Ad una settimana dal primo turno delle elezioni amministrative molte cose sono state già dette e scritte, dal successo di Grillo alle batoste di PDL e Lega. Più complessa è risultata essere la valutazione del voto sul centro-sinistra e il PD in particolare.

Va premesso che il voto delle amministrative si gioca molto sull’uno contro uno e che l’obiettivo prioritario delle coalizioni è quello di conquistare la carica di sindaco. Per raggiungere questo obiettivo una coalizione può mettere in campo liste civiche, alleanze, geometrie variabili (si pensi solo a quanto sia “ballerino” un partito nazionale come l’UDC) che condizionano il risultato delle singole liste sia rispetto ad altre competizioni elettorali che rispetto alle stesse comunali di 5 anni prima (in qualche caso meno).

Per non farci mancare nulla nel dibattito sul risultato del PD, abbiamo provato a fare un’operazione che né in rete né sui media abbiamo trovato: la somma dei voti del PD nei comuni in cui si è votato, sia in termini assoluti che percentuali, comparandoli con le precedenti amministrative, regionali, europee e politiche.

Va detto, sempre in ambito di premessa metodologica, che si tratta di dati difficili da mettere insieme. Solo due dati, politiche ed europee, riguardano espressioni elettorali “in contemporanea” mentre per le amministrative e le regionali le somme riguardano prevalentemente il 2007 e il 2010 ma in alcuni casi il voto è avvenuto in momenti diversi (vd. Sicilia, Molise, L’Aquila, Catanzaro etc.).

Il voto 2007 è quello di più difficile comparazione: non c’era il PD e in alcuni casi DS e Margherita si presentarono insieme sotto la sigla de L’Ulivo mentre in altri si presentarono separati. Nel secondo caso – forzando non poco- è riportata la somma dei voti delle singole liste.

Il voto comunale che avviene a meno di 5 anni consente una comparazione più immediata del voto PD, anche se nasconde scelte più locali: quando si vota a meno di 5 anni ciò avviene per uno scioglimento anticipato, fatto che penalizza la maggioranza uscente.

Va poi detto che sono considerati solo i capoluoghi di provincia con la sola esclusione di Agrigento perché il quadro di liste “democratiche” 2007 non è confrontabile con l’attuale. Il peso specifico sul totale è comunque limitato. Rispetto al dato diramato dall’Istituto Cattaneo (di certo più autorevole) il gap amministrative 2012- regionali è più accentuato. Non sapendo cosa abbia sommato l’Istituto (magari non ha incluso i dati regionali di tornate diverse dal 2010) per serietà la tabella riporta tutti i numeri oggetto di conto. Se qualcuno trova degli errori è pregato di segnalarli: la rete serve anche a questo.

Ultima considerazione, nonché “curiosità”: i comuni considerati non sono rappresentativi dell’universo “elettori italiani”. Casualmente tuttavia la media di voto 2008 e 2009 è molto vicina, in termini percentuali, al dato nazionale. Ciò non significa che sia così anche in questa tornata.. se ne faccia il dovuto e giudizioso uso.

Tutto ciò premesso, dai conti fatti vengono fuori i seguenti numeri:

Capoluogo

Comunali 2012

Precedenti Comunali

Precedenti Regionali

Europee 2009

Politiche 2008

L'aquila

6689

6341

5473

3185

15673

%

16,42

13,9

18,17

19,6

35,4

Catanzaro

5555

3538

6111

6755

16726

%

10,44

6,08

13,19

22

31,5

Piacenza

10855

12956

14428

14835

22132

%

26,59

25,3

32,71

28,1

35,3

Parma

17472

19919

28498

33288

47153

%

25,15

21,9

36,39

35,4

41,8

Gorizia

2559

3072

4612

4322

7656

%

17,11

17,4

26,79

23,8

34

Frosinone

2882

4855

4046

6051

8434

%

10,46

16,1

18,35

23,6

27,6

Rieti

3292

5895

5020

7178

11508

%

11,85

19,4

22,2

26,5

38,1

La Spezia

10136

14721

15124

16572

23995

%

27,2

32,6

34,74

34,8

40,1

Genova

55137

88765

84980

104659

159371

%

23,88

34,4

31,72

35,8

43,1

Como

5698

5974

11734

8757

14565

%

15,76

15

25,34

20,8

28

Monza

11754

12513

13533

15977

24526

%

24,77

20,3

25,43

23,8

31,3

Isernia

1240

1534

920

1317

2689

%

8,75

10,6

7,41

11,8

20,6

Alessandria

7080

9467

9131

11392

17488

%

17,75

18,8

23,67

24,8

31,8

Asti

5989

8075

7292

8767

14446

%

18,81

21,4

24,56

26,4

32,7

Cuneo

2466

4642

6476

6911

11580

%

9,39

15,5

25,64

23,9

33,8

Palermo

20707

33439

59964

46712

95198

%

7,77

9,4

17,35

20,8

25,4

Brindisi

8367

7107

7664

10840

17292

%

17,08

13,03

20,38

22,6

36,4

Taranto

15288

14121

20490

19133

39524

%

16,04

12,5

25,12

21

35,3

Trani

2148

3594

2647

3831

7416

%

6,38

10,7

10,96

14,1

24,1

Lecce

5738

9111

7717

10172

18515

%

10,57

15,5

17,98

22,4

34,3

Trapani

3377

5181

5951

5655

8823

%

11,67

13

16,68

24,4

22,8

Lucca

7787

12697

10021

12707

20553

%

21,99

28,5

30,26

29,9

38,4

Pistoia

12438

13958

14612

18241

26746

%

33,7

31,4

38,38

37,4

46,2

Belluno

2765

2876

4610

4862

7471

%

18,62

15,6

31

26

33,3

Verona

18058

23866

26351

30450

47534

%

14,82

17,4

22,22

22,5

29,3

TOT PD

245477

328217

377405

412569

687014

%

16,64

18,63

24,35

26,83

34,07

Qui finisce il lavor(acci)o di mettere insieme i numeri e inizia quello del commento e del dibattito.

Per una volta, come conviene a chi fa le somme, ci fermiamo dove il dibattito inizia o dovrebbe iniziare.

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